Egregio Ministro,
Le scrivo in merito alla realizzazione del collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria, un’opera di indubbia rilevanza strategica. Desidero sottoporre alla Sua attenzione una proposta che trasforma il Ponte da mero progetto infrastrutturale a soluzione cruciale per la sicurezza e l’autonomia energetica nazionale.
L’idea centrale è l’inversione delle priorità: passare da un’esclusiva opera di mobilità a un sistema integrato di produzione di energia pulita. Questo approccio renderebbe l’opera finanziariamente più sostenibile, ammortizzando i costi tra il settore dei trasporti e quello energetico creando un Polo Energetico Integrato nello Stretto.
L'impatto ambientale, in particolare quello visivo, spesso ostacola la realizzazione di grandi poli energetici. Questa proposta, privilegiando lo sfruttamento delle correnti subacquee minimizza l'impatto complessivo, in quanto le fondamenta della struttura e gli impianti per l'utilizzo delle turbine a corrente marina sottomarine restano invisibili, la dimensione delle pale eoliche sarà visivamente smorzata dalla maestosità del ponte.
La priorità strategica non deve risiedere nella sola maestosità architettonica, ma nel potenziamento delle risorse energetiche pulite per la competitività del Paese, inoltre la realizzazione contemporanea delle strutture potrebbe essere un'opportunità per creare comunque un'opera tecnico-architettonica di eccellenza.
Questa soluzione antepone l'obiettivo della sicurezza energetica alla spettacolarità, realizzando un Polo Energetico Integrato dello Stretto che sfrutti al massimo le tre risorse abbondanti nell'area:
● Correnti Marine (Energia Idrocinetica): Per sfruttare la forza stabile e prevedibile delle correnti nella Sella di Messina
● Vento (Eolico Offshore): Per sfruttare l'enorme potenziale eolico nello stretto (con tecnologia Floating o combinata).
● Moto Ondoso: Per completare il mix con energia generata dalla forza delle onde.
La Soluzione Tecnica: La configurazione a più campate permette di posizionare i piloni in punti strategici (Ganzirri, Centro Sella e Punta Pezzo), trasformando queste fondazioni in vere e proprie centrali idroelettriche sottomarine.
Le sfide legate a sismicità e correnti estreme hanno storicamente impedito la realizzazione di piloni in mare. La presente proposta trasforma questa criticità in un vantaggio operativo mediante l'integrazione strutturale:
● Piloni Ibridi: I pilastri del nuovo Ponte Funzionale (progettato per due o più campate ridotte e più gestibili) non devono essere solo supporti statici. Le loro fondazioni ultra-robuste, necessarie per resistere al sisma e alle correnti, verranno progettate per ospitare e ancorare contemporaneamente le Turbine a Corrente Marina (MCT).
● Ammortamento Condiviso: I costi ingenti per le fondazioni anti-sismiche dei piloni (altrimenti interamente a carico della mobilità) vengono condivisi e ammortizzati tra due infrastrutture vitali: il collegamento e la produzione energetica H24.
● Riduzione del Rischio: L'Hub Energetico Ibrido contribuisce alla sicurezza e alla resilienza della rete, mentre la concentrazione delle turbine nelle basi dei piloni minimizza l'ingombro visivo e l'impatto ambientale rispetto a parchi eolici e idrocinetici separati.
L’opera d’arte resta, ma anziché il ponte saranno i pilastri la vera opera d’arte, più per la parte sommersa che per quella fuori acqua, l’altezza totale, dalle fondazioni, sarà paragonabile a quella della torre Eiffel e probabilmente comunque inferiore a quella delle torri se la campata fosse unica.
Per garantire sostenibilità economica e rapidità, si propone una configurazione a più campate (ispirata anche a storici progetti come il Calini-Montuori-Pavlo del 1970) che permetta di posizionare i piloni in punti strategici come Ganzirri e Punta Pezzo:
● Ponte Funzionale: L'attraversamento viene rivalutato in un'ottica di funzionalità e sostenibilità economica. Si propone una soluzione con due campate principali di 1,3 Km circa, integrate con due o più campate a luce ridotta (500 m o meno), per ridurre i rischi geologici e concentrarsi unicamente sulla funzionalità di collegamento.
● Strada di Cantiere: La costruzione del Polo Energetico (in particolare l'assemblaggio di turbine eoliche e idrocinetiche) richiede la realizzazione immediata di infrastrutture stradali e portuali logistici adatte al trasporto di componenti eccezionali. Questa rete stradale, una volta completata l'installazione energetica, sarà riutilizzata come accesso e cantiere primario per la realizzazione del Ponte, realizzando un'ottimizzazione di costi e tempi.
Rendering rappresentativo di una possibile realizzazione del ponte sullo stretto di Messina:
è rappresentato un ponte ad arcate simmetriche con 2 arcate centrali di circa 1,3 km.
Volendo scendere in maggior dettaglio propongo una soluzione molto simile a quella rappresentata nel vecchio progetto vincitore del concorso presentato nel 1970 da Calini-Montuori-Pavlo, evidenziando che ai tempi non sussisteva il problema del fabbisogno energetico con la gravità odierna.
Collocherei i tre pilastri in corrispondenza dei punti di maggior corrente su installazioni studiate per sfruttare al massimo le correnti stesse e fungere da solide basi per le torri, ovvero in corrispondenza dei punti strategici Ganzilli/Torre Faro, Centro della sella e Punta Pezzo anche a rischio di un eventuale leggera asimmetria, valuterei anche l’opportunità di collocare un ulteriore pilastro a metà circa tra i piloni di Centro sella e Punta Pezzo approfittando della minor profondità per poter ottenere un significativo risparmio sui costi complessivi.
In figura: Progetto Calini-Montuori-Pavlo JV: Ponte sospeso di tipo classico a quattro campate (465m+1360m+1360m+465m=3650m) localizzato in corrispondenza della “Sella dello Stretto” tra Ganzirri e Punta Pezzo.
● Pale eoliche floating: L'utilizzo di questo tipo di tecnologia già ampiamente testata non richiede particolari approfondimenti in quanto si può fare affidamento su realizzazioni già consolidate, resta da studiare il corretto posizionamento delle torri per minimizzare ulteriormente l’impatto visivo, già fortemente sminuito dalle imponenti dimensioni del ponte. Questa tipologia di installazione resta indipendente da qualsiasi soluzione si adotti per il ponte.
● Pale eoliche a fondamenta fisse: Le fondamenta di queste torri (realizzate nei punti in cui il fondale lo renda economicamente vantaggioso) potrebbero essere integrate o collegate ai pilastri del nuovo Ponte Funzionale per aumentarne la stabilità ed eventualmente integrate con strutture per lo sfruttamento del moto ondoso e/o delle correnti marine.
● Riduzione del Rischio: Oltre alla produzione di energia pulite torre e rotori correttamente posizionati potrebbero contribuire significativamente a ridurre l’effetto della forza del vento sulle torri e sulle strutture del ponte.
Conclusione e Richiesta di Azione
La priorità deve essere strategica: prima l'energia per l'autonomia della Sicilia e dell'Italia, e di conseguenza un’infrastruttura di collegamento funzionale e moderna.
Chiedo pertanto formalmente l'avvio di un Tavolo Tecnico Interministeriale per valutare la fattibilità di questo "Corridoio Socio-Energetico dello Stretto".
Certi che l'innovazione sia la chiave per il futuro del Paese, resto a disposizione per ogni approfondimento.
Firmato: Un cittadino responsabile